Storia del monastero

Il monastero nacque nel centro storico di Ostuni nell’anno 1519.
La tradizione vuole che S. Pietro, sbarcato a Brindisi, prendesse la via Appia per Roma e passasse proprio ad Ostuni; da qui il nome “Monastero di S. Pietro”
Nel 1533, ultimata la costruzione del Monastero si insediarono immediatamente quattro monache provenienti da Bari, dando vita al carisma benedettino vissuto con la  consapevolezza del “nulla anteporre all’amore di Cristo” e dell’ “Ora et Labora” all’insegna del servizio divino.

La città di Ostuni divenne ben presto un simbolo ed un richiamo per molte giovani ragazze che il Signore chiamava alla sua sequela, tanto  che,  ben presto,   incrementarono  la  piccola  comunità, proseguendo il loro cammino alla luce della Parola di Dio e nell’osservanza della Regola.

Negli anni che seguirono molte giovani di nobile casato fecero ingresso in Monastero e le consistenti doti che a quei tempi si richiedeva a coloro che iniziavano la vita monastica furono utilizzate dalla comunità per il suo sostentamento e la sua rinascita.
Anche il nostro Monastero non fu esente dalle leggi di soppressione napoleoniche che usurparono tutti i beni di proprietà, confiscando come avvenne in molte altre circostanze lo stesso Monastero,  riscattato però all’inizio del ‘900, mediante asta pubblica.
La vocazione di consacrarsi a Dio all’interno di un Monastero di clausura non significa, come molti purtroppo ancora pensano,  sopprimere i doni ricevuti dal Signore; basti pensare che le monache si affermarono nell’arte della musica, della cultura, nel ricamo in oro e nei tradizionali dolci monastici. Il Monastero divenne ben presto sede di educandato, dal momento che le famiglie nobili consegnavano le loro figlie perché queste ricevessero una adeguata educazione scolastica e cristiana. Il regolamento prevedeva che loro potessero restarvi fino al compimento del diciottesimo anno, lasciando ad esse la libertà, una volta raggiunto questo tempo, di tornare in famiglia o di monacarsi. Nel  libro delle cronache, sono registrate ragazze fino all’anno 1926.

Il monastero può definirsi sempre un cantiere aperto; di generazione in generazione sono state tramandate arte e cultura. Le monache, ben a ragione, possono definirsi delle vere e proprie maestre di ricamo in oro, di pittura, di creazioni di oggetti confezionati con perle ecc… ma, al contempo, hanno saputo unire tra preghiera e lavoro la grande virtù della carità, prodigandosi anche  nell’immediato dopoguerra, per offrire un pasto caldo ai poveri di Ostuni che bussavano quotidianamente alla loro porta. Trascorsi i tempi della provvidenza, alla soglia del terzo millennio, il cammino monastico proseguì, intrecciandosi nella storia che ogni epoca costituisce ed influenzando gli stessi  passaggi epocali che viveva attraverso una perfetta coniugazione tra passato e presente.

A partire dagli anni ’80, la  comunità, pur restando sempre ancorata al Magistero della Chiesa, cominciò a constatare un declino di vocazioni: sempre meno ragazze decidevano di donare la propria vita al Signore.  A questo si aggiungeva la collocazione logistica del Monastero, sempre meno adatta a  rendere un servizio di accoglienza agli ospiti e a quanti desideravano trascorrere momenti di preghiera e di silenzio. La decisione di costruire un nuovo Monastero fu deciso comunitariamente proprio per le difficoltà sopra riportate e a distanza di anni fu anche legittimata dai permessi  ecclesiali e civili.

Nel verde degli ulivi di Ostuni, il 2 dicembre 2006 con la posa della prima pietra, nacque il nuovo complesso monastico e il 6 agosto 2009, festa della Trasfigurazione del Signore, la comunità si trasferisce nelle mura della nuova sede, completa di tutti gli ambienti che rendono operativa la vita monastica: il coro, il laboratorio, il chiostro. Il 24 settembre 2009, Sua Eccellenza Mons. Rocco Talucci, con una solenne celebrazione, consacrò la chiesa e, alla presenza di numerose rappresentanze religiose e diplomatiche, la dichiarò ufficialmente aperta al culto per le celebrazioni liturgiche.

Negli anni successivi però la storia ci rendeva sempre più piccole; la crisi vocazionale si ripercuoteva con sempre maggiore incidenza sulla comunità e dal trasferimento nella nuova località in C.da Santa Maria d’Agnano il ritorno alla casa del Padre di diverse consorelle anziane, lasciava un vuoto che rendeva difficoltoso attendere al ritmo benedettino dell’Ora et Labora.

Per questo motivo, la Congregazione dei religiosi ha nominato una nuova Superiora insieme ad altre tre sorelle, con l’invito di mantenere in vita il Monastero e, possibilmente, farlo rifiorire con la venuta di nuove vocazioni.

Dal 5 Febbraio 2014, data del nostro arrivo in Ostuni, il Monastero ha ripreso nuovo vigore e nuova linfa;  allora la nostra vita di religiose benedettine ha ripreso il suo normale corso. La nostra giornata è scandita dalla preghiera dei salmi che, a orari determinati, richiama con sonori rintocchi di campana, tutta la comunità a ritrovarsi in coro per la preghiera comune. L’ordinata sequenza della giornata serve alla pace di ognuno, perché nella casa di Dio, nessuno deve essere turbato o rattristato.

In questo ultimo anno il Signore, che non si lascia mai vincere in generosità, ha voluto contribuire al lavoro di rinascita chiamando due sorelle a seguirlo nella vita monastica nell’osservanza della Regola e della spiritualità benedettina.

E’ bello vivere la vita in spirito di comunione fraterna, come in una grande famiglia, così come lo aveva pensato e voluto il nostro Padre fondatore. In un mondo in cui le relazioni umane sono quasi completamente disgregate e compromesse da sempre più dilaganti mezzi di comunicazione è ancora più importante vivere in comunione per essere quelle scuole di fraternità che impegnano i diversi membri alla formazione permanente delle virtù evangeliche.